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Notizie dal mondo socio-sanitario

Come invecchiare: la ricetta della longevità

La struttura demografica della popolazione italiana è stata completamente rivoluzionata nel corso degli ultimi decenni da due fattori concomitanti: da una parte l’aumento dell’età di vita media, dall’altra la riduzione del numero di nascite all’anno; ciò ha comportato il posizionamento dell’Italia tra i primi paesi al mondo per invecchiamento della popolazione. Sono 82,8 gli anni che un nuovo nato del 2016 si può aspettare in media di vivere: per gli uomini il valore è di 80,6 anni, il massimo assoluto, mentre per le donne si ritorna al picco di 85 anni già osservato nel 2014. Questi i dati pubblicati da Istat nel Rapporto sul Benessere equo e sostenibile.

Ed allora la domanda sorge spontanea, come invecchiare al meglio mantenendo buone condizioni di vita e di autonomia? La parola chiave, secondo gli esperti, si chiama active ageing e in questa direzione, sull’investimento nell’invecchiamento attivo sono orientate le policy promosse a livello europeo.

“Ormai non è più una eccezione arrivare in buone condizioni psico-fisiche in età avanzata – spiega Prof. Evaristo Ettorre, Direttore UOS Unità di valutazione geriatrica del Policlinico Umberto I. Ognuno di noi sa quali sono i propri punti deboli e su quelli ha lavorato e continua a lavorare per evitare che l’invecchiamento sia guidato dalla paura di diventare un anziano disabile, un anziano malato ed arrivare a questa età in condizioni fisiche e mentali ottimali”.

Le opportunità di benessere in futuro, a livello sia collettivo sia individuale, dipenderanno molto dalla qualità degli anni di vita guadagnati, ovvero dal numero di anni vissuti in buona salute e senza limitazioni dell’autonomia personale.

Anziani ed autonomia: la paura di invecchiare

Da una ricerca ONDA è emersa una fotografia molto interessante e positiva perché la maggior parte degli anziani intervistati ha dichiarato di avere un buono stato di salute fisico e mentale di essere soddisfatti della propria vita e della propria qualità di vita. Delle 314 persone intervistate, 154 uomini e 160 donne over 70, l’83% si è dichiarato autosufficiente.

D’altra parte sono emerse delle preoccupazioni che, a volte, diventano delle vere e proprie ansie. Se nel complesso questi anziani hanno una vita felice, pensano a quelle che possono essere le conseguenze della vecchiaia e dell’invecchiamento. La perdita di autosufficienza per il 72% è un grande timore. Essendo persone molto attive in ambito familiare e sociale, incontrare malattie fisiche o psichiche è un grande paura.

L’antidoto più importante per queste paure – prosegue il Professore - è il mantenimento del proprio ruolo sociale e familiare.

Sicuramente per l’uomo che va in pensione è molto più difficile mantenere un ruolo sociale con la perdita del ruolo lavorativo. Nella donna, invece, il ruolo familiare è fortemente compensatorio. Il segreto è l’accettazione di un ruolo diverso una volta andati in pensione: non si può tenere il paragone, bisogna trovare delle attività alternative che partano, ad esempio, dal proprio background culturale; l’importante è non interrompere di colpo e mantenere sempre un ruolo che stimoli l’attività neuronale. La perdita del ruolo lavorativo, infatti, spesso si ripercuote negativamente sull’umore con una flessione negativa dell’equilibrio generale”.

I 7 passi per rimanere sempre ‘giovani’

Secondo il Professore sono sette gli elementi chiave per mantenere il proprio benessere a lungo e smettere di avere paura di invecchiare.

  1. Attività fisica in generale: muoversi bene seguendo le proprie caratteristiche individuali; non tutti possiamo fare tutto. Bisogna calibrare le proprie attività anche in base alle nostre performance fisiche ed al nostro stato di salute;
  2. Attività mentali che stimolino la curiosità e che ‘mettano in moto’ i nostri neuroni;
  3. Alimentazione e stile di vita sani contribuiscono al nostro benessere;
  4. Comunicazione e relazione: va bene anche avere confronti interpersonali tumultuosi; il pericolo più grande è l’isolamento;
  5. Fare prevenzione e non smettere mai di farla, nemmeno a 100 anni;
  6. Mantenimento del proprio ruolo sociale e famigliare;
  7. Coltivare interessi e trovare attività alternative (alla propria attività lavorativa).

Formazione e nursing geriatrico: i passi in avanti della Sanità

Oggi in Italia la grave riduzione di autonomia personale riguarda oltre un anziano su dieci. Come si sta preparando la medicina ad affrontare l’aumento dell’età media?

La formazione del personale sanitario – spiega l’esperto - è un requisito importante per una Paese che ha una sfida così importante come l’aumento del numero degli anziani. Oggi l’Italia è fatta di persone anziane e sulla formazione sia le Istituzioni sanitarie e soprattutto quelle universitarie, stanno puntando molto. Avere del personale che si occupi di nursing geriatrico è un grande passo in avanti per la specificità e per il messaggio culturale che questo trasmette”.

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